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IL CINQUANTENARIO DELLA NASCITA DEL CIRCOLO 1956 - 2006

Preparare un evento come il Cinquantenario del Circolo del Piccolo Levriero Italiano ha richiesto circa un anno di lavoro e spese non certo indifferenti, soprattutto per un sodalizi
o solido, ma economicamente modesto.
Tuttavia la collaborazione disinteressata dei più, ha permesso una realizzazione degna delle migliori organizzazioni professionali di eventi.
Sono stati spediti circa duecentocinquanta inviti in Italia e all’estero, a giudici italiani ed internazionali, nonché personalità cinofile a vario titolo interessate alla razza. Gli inviti hanno inoltre raggiunto novantatre affissi esteri, comprendenti: Francia, Spagna, Portogallo, Belgio, Olanda,Germania, Russia, Lettonia, Estonia, Danimarca, Austria,Repubblica Ceca, Slovacchia, Norvegia, Finlandia,Svezia, Stati Uniti, Canada, Australia e Giappone.


Il tutto in materiale cartaceo che ne preservasse il tangibile ricordo e naturalmente il cartoncino d’invito espressamente disegnato da una pittrice, la stessa che ha
accompagnato, con dodici acquarelli, le altrettante poesie, raccolte in un piccolo libro,appositamente create peri Piccoli Levrieri Italiani.
E’ stato “studiato” il percorso per le strade di Siena e contattato il frate che benedicesse i cani con lo stesso rito tradizionalmente usato sui cavalli che corrono il Palio più famoso nel mondo.
Affittate le numerosissime sedie per il convegno e le tensostrutture ombreggianti, riservate le stanze, (dopo supervisione) di quattro differenti alberghi, cuciti da una sartoria teatrale i drappi e gli stendardi per ornare il Castello con il bianco e il rosso (i colori della casata Lotteringhi della Stufa), gli stessi colori adottati per vestire i tavoli sui quali artisti ed artigiani hanno messo in vendita i più svariati oggetti creati per l’occasione e raffiguranti la Razza.

Sono stati fotocopiati e raccolti in speciali cartelline tutti gli atti di un convegno cui hanno preso parte i più grandi esperti della razza in Europa. Un
vero simposio in un angolo del Castello che vedeva allestiti quattro tavoli a raccogliere alcuni “pezzi” di altrettante collezioni private italiane sul tema dei Piccoli.

Buffet, catering e cena di gala sono state opera della stessa ditta, scelta solo dopoattenta selezione.
Si è provveduto al taglio dell’erba per i rings così come al parcheggio delle numerose auto, a stampare le foto per il concorso sul calendario così come alle schede per la votazione delle foto, alla realizzazione di una mostra fotografica su materiale altamente tecnico in uso negli studi cinematografici così come all’allestimento di una vera e propria sala di proiezione. Per realizzare questa sorta di piccolo documentario sui cani dei cinquant’anni passati, si sono affittati schermo, proiettore e casse acustiche da una ditta specializzata ed è stato appositamente masterizzato un cd che raccogliesse all’uopo una selezione nella splendida produzione musicale del Maestro Ennio Morricone, italianissimo e poco dopo, proprio nel 2006, vincitore dell’Oscar per la musica.
Per quella proiezione sono stati pazientemente raccolti e selezionati oltre trecento scatti di Piccoli Levrieri Italiani da tutta
Europa, la gran parte dei quali è stata raccolta in un libro, scritto e fatto stampare per l’occasione.
La scelta dei premi e di tutti i gadgets ha richiesto tempo e lavoro per la loro personalizzazione così come non è stata lasciata al caso la stampa dei diplomi, dei cataloghi e dei menù.
Ci si è occupati di contattare un cameraman per leriprese del video-ricordo, un’attrice per la lettura delle poesie e ben tre orchestrali, un’arpista e due violinisti, per la serata di sabato al Castello.
Il fermacravatte d’oro offerto in regalo al Marchese Pianetti della Stufa, padrone di casa,è stato appositamente creato e, per il foulard di Hermés regalato a sua moglie, si è dovuto ricorrere alla spedizione da Milano perché unico esemplare rimasto della collezione raffigurante levrieri.
E’ stato un lavoro faticoso minuzioso ed impegnativo che è valso per esempio, anche il plauso e la compartecipazione della famiglia Trussardi, difficoltosamente contattata e coinvolta, della famiglia della Stufa e di tanti gentili disponibili ed impareggiabili estimatori della Razza.
Una Kermesse gioiosa e garbata, commossa ed entusiasta che ha bruciato, sul falò di tre indimenticabili giorni, il fuoco di una fiamma che accende solo chi s’accosta ai Piccoli Levrieri Italiani.
Nei cuori di chi c’era, la cenere rimasta resterà calda a lungo.

Agnese Spaziani

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